mercoledì 15 febbraio 2012

Segretario stipendiato?

In questi giorni leggiamo sulla stampa la conferma di quanto si immaginava da tempo: che il segretario di federazione del PD è regolarmente stipendiato dal partito. Sul Secolo XIX di ieri e di oggi abbiamo letto l'ammontare, e sempre sul Secolo di oggi abbiamo letto le stupefacenti ammissioni di Tullo "...come se non fosse previsto dallo statuto". Onestamente, benchè iscritti al PD dalla sua nascita, non avevamo letto tutto lo statuto. Avevamo letto, certo, il codice etico, e cercato di osservarlo...
Ma ora, con la conferma che il segretario di federazione è stipendiato, si comprendono anche certi atteggiamenti dei segretari, cercano solo di difendere il proprio posto di lavoro. Come dipendenti di una qualunque fabbrica in crisi, come impiegati di Fincantieri, anch'essi difendono il loro stipendio.
Li capiamo e li comprendiamo, ma la politica - se è così - andremo a farla da un'altra parte. Dove il segretario si occupa del partito nel tempo che sottrae al lavoro, al tempo libero, alla famiglia; e - soprattutto - dove è libero di mandare tutti a quel paese, se è il caso. Senza preoccuparsi dell'accredito del 27.

domenica 19 giugno 2011

Spadolini, trent'anni dopo

Il Sole 24 Ore di questa domenica ricorda che sono trent'anni dal primo governo Spadolini, entrato in carica il 28 giugno 1981. Trent'anni, quasi una vita! Ricordo molto bene quel giorno. Mi trovavo sopra Borzonasca, nella casa di campagna di vecchio repubblicano di Santa Margherita Ligure, Tito, insieme ad altri amici repubblicani della stessa città. Ne cito qualcuno: Franco, Daniele, Massimo... Mentre eravamo a tavola la televisione, un vecchio televisore in bianco e nero, mostrava le immagini del giuramento del nuovo governo. Franco, il più politico del gruppo, in seguito sarebbe stato più volte assessore della sua città, non staccava gli occhi dall'apparecchio, e ci rimproverava, noi giovani amici, che invece non davamo particolare importanza al momento.

In seguito ne avremmo avvertito l'importanza. I giornali davano risalto al primo laico arrivato a palazzo Chigi dopo Parri, che l'aveva l'asciato nel lontano dicembre 1945. Ma l'importanza nei mesi e negli anni seguenti non si sarebbe limitata a questo, anzi. La lotta al terrorismo, che già si manifestava come fenomeno mondiale (ricordate Settembre Nero?), all'inflazione, alla corruzione (la P2 era stata scoperta da poco), la fedeltà ai valori occidentali, furono tutti elementi che pemearono il lavoro del governo negli anni del suo incarico.

Fu proprio per la politica estera che Spadolini nella primavera seguente, rassegnò le dimissioni. La guerra della Falklands esigeva scelte di campo, e nel governo e in Parlamento c'era chi voleva schierarsi con i golpisti argentini, gli assassini dei desaparecidos. Spadolini riebbe l'incarico, ma il secondo governo non ebbe lo slancio del primo.

In seguito Spadolini fu a lungo ministro della difesa, sempre restando segretario del Partito Repubblicano, e come tale venne a Rapallo nel settembre del 1986.

Non gli sarebbe restato molto da vivere (si spense a Roma nel 1994), e in molti è rimasto il rimpianto per chi (già professore universitario e direttore del Corriere della Sera) era entrato in politica per passione. E ricordano che gli stessi punti che caratterizzarono il suo governo sono ancora validi oggi.


venerdì 17 giugno 2011

La Rossa e il Garibaldino

Un reduce garibaldino abbandona Genova durante l'epidemia di colera e si rifugia sulla collina rapallese; conosce Maria, una contadina, e in breve iniziano una vita in comune.
Maria però non è una persona comune, ha ereditato da suo padre la medicina tradizionale magica.
La convivenza si rivela presto difficile ...
Il racconto si sviluppa raccontando la tradizionale vita in campagna, la raccolta delle olive e il frantoio, il taglio del fieno e le castagne. Si incrocia con le prime battaglie nella politica rapallese, tra liberali e cattolici.
Ma soprattutto riporta l'aspetto magico della Liguria contadina, finora rimasto nei testi specialistici, con un linguaggio scarno e antico.

domenica 8 agosto 2010

Il coprifuoco a Rapallo

Ci sono trecento abitanti di Rapallo che dalla scorsa primavera vivono con il coprifuoco: a casa alle 20,30 di sera, e fino alle 6 della mattina dopo. Il coprifuoco è sospeso il sabato sera, mentre la domenica comincia solo alle 22,30. E' stato sospeso qualche giorno in occasione delle feste di Luglio.

Pensiamo a cosa vuol dire: vita sociale compromessa (nessuna partecipazione a cene, incontri serali, presentazioni), ritorno tardivo dal lavoro precluso, partenze mattiniere impossibili. I pendolari devono sperare che i treni non facciano le bizze.

Secondo le previsioni, il coprifuoco dovrebbe durare fino a settembre.

Ci riferiamo, è chiaro, a Sant'Andrea di Foggia, dove, per i lavori stradali, la strada di accesso la notte è chiusa, e alle sue propaggini sulla montagna di Arbocò e Chignero.

Quello che meraviglia, ed è per quello che ne scriviamo, è che fino a questo momento non ci risulta nessuna protesta, lettera aperta, comitato ad hoc. Trecento persone non sono poche, certo, ci sono gli anziani, che vanno a letto con le galline, i bambini, ma, gli altri?

Sarà perchè i trecento sono consapevoli dell'importanza dei lavori e accettano stoicamente i disagi? E' possibile, e se è così ci rallegriamo del senso civico di questi nostri concittadini.

Però noi, che ormai abbiamo i capelli bianchi, ricordiamo cosa diceva un politico sei volte presidente del Consiglio: che a pensar male qualche volta ci si azzecca.

Foggia è un baluardo del moderatismo politico rapallese. Da sempre. Nell'immediato dopoguerra si raccontava di un abitante che si era candidato alle elezioni comunali in una lista civica, prese una sola preferenza, la sua. Non lo aveva votato neanche la moglie.

Alle ultime regionali su circa 150 votanti, a Sant'Andrea di Foggia il PD ha avuto 11 voti, il resto è stato raccolto dal Centro Destra, o da una lista del centro-sinistra, che però a Rapallo fa capo a persone della maggioranza comunale.

Noi pensiamo che il controllo del territorio abbia sterilizzato ogni protesta.

Non vorremmo che il destino di Foggia sia il prossimo destino di Rapallo.



lunedì 29 marzo 2010

Elezioni: a Rapallo crolla il PD.

I dati di questo pomeriggio sono chiari, il PD, con i suoi 2049 voti, pari al 14,64%, ha perso esattamente un terzo dei voti che aveva preso lo scorso giugno alle elezioni europee (3067, 21%). Ha fatto ben peggio di Chiavari, dove l'emoraggia si è fermata a 2890 voti, 21% (contro 3398 voti, 24% a giugno), o a Sestri Levante, dove ha preso 3031 voti, 32% (3454 e 34% a giugno).
Dove sono andati i voti: in gran parte nella lista personale di Burlando, che a Rapallo ha totalizzato 1800 voti, 13%; a Chiavari e a Sestri Levante invece la lista ha preso ben poco, tra il 2 e il 3% (cioè sui 300 voti in entrambe le città).
Merito (o colpa) quindi di Capurro che correva proprio con la lista del presidente? Può darsi, e però vorrebbe dire che alla fine la lista ha preso i voti sempre all'interno del centro sinistra, quindi ha attratto poco tra indecisi, incerti e del centro destra.
Ma probabilmente anche merito (o colpa) della scarsa visibilità che il PD ha avuto in questa campagna elettorale, quasi si accontentasse che qualcuno (Capurro) portasse voti a Burlando, dimenticando il primo dovere di un militante di un partito, è cioè cercare di conquistare i più voti possibili alla propria lista.

domenica 7 marzo 2010

Legalità vo' cercando...

Il paese delle troppe leggi? Forse. il Paese della legalità, parrebbe no di certo. Due notizie, ampiamente commentate e scollegate, se lette assieme danno un'idea sconcertante della legalità nel nostro Paese.
La prima, le liste PDL e Formigoni, riammesse con decreto ad personam. Quando la legalità è stata violata, si modifica la legge. Intendiamoci, giusto politicamente riammettere almeno il listino a Milano, ma l'impressione è che per molti le leggi siano lacci e lacciuoli da tagliare, evitare.
La seconda, la regione Liguria che presta assistenza legale al pendolare che ha bloccato il treno. Anche qua, sono un pendolare anch'io, si comprende perfettamente la rabbia dell'uomo, e l'impotenza dell'ente a dialogare con i vertici di Trenitalia. La Regione vuole dare il segnale che è con i pendolari, specialmente in periodo elettorale. Però il segnale è anche che le leggi possono essere aggirate, violate, che se si ha un valido motivo si possono bloccare i treni.
E' un percorso scivoloso: lo stato di diritto si è affermato nella penisola a partire dalla Lombardia asburgica settecentesca. E' lo stato di diritto che salvaguardia i deboli contro i forti, i cittadini contro lo Stato. Guai al Paese dove lo stato di diritto viene vissuto come un laccio e un lacciuolo da tagliare.

sabato 8 agosto 2009

Io voto Ignazio Marino

http://www.pdrapallo.it/index.php/primarie-2009/629-perche-voto-francesco-marino.html