In questi giorni sul sito del PD rapallese sono apparsi diversi commenti sulla fine della collaborazione di Paolo Marchi al mensile MARE, in gran parte centrati sulla chiusura alle voci non allineate alla maggioranza comunale. Noi però vorremmo dare un’altra interpretazione, e cioè che questo fatto denota la povertà, economica e culturale, della nostra Riviera.
E’ noto che il MARE è stata la novità editoriale degli ultimi quindici anni a Rapallo, dove peraltro i giornali locali non hanno avuto mai vita facile. Riviera Express durò pochi anni, la rivista Rapallo, a parte gli articoli culturali, era il bollettino del Comune, praticamente gli unici fogli locali sono state le pagine del Secolo XIX e del Corriere Mercantile.
Il MARE è stato, con Mario Bitonte prima, ma anche dopo la sua scomparsa, una voce libera e aperta a tutti; è anche stato praticamente l’unica testata locale, di certo economicamente in perdita.
Perché Rapallo non è in grado di fornire supporto economico sufficiente a una testata con la pubblicità. Ma Rapallo, e veniamo alla povertà intellettuale, non è neanche in grado di supportare una testata di idee, economicamente in perdita, ma con qualche sponsor e una vasta rete di lettori.
Un caso come quello di Paolo Marchi in un’altra realtà, in Romagna ad esempio, non si sarebbe posto; avrebbe trovato subito un’altra collaborazione, magari portandosi dietro alcuni lettori.
E arriviamo alla terza povertà, la povertà tecnologica. Nel mondo del web le idee circolano nei siti, nel web, l’ideale per le realtà piccole o di nicchia. Ma quanto conta a Rapallo? Quante persone sono in grado di usarlo? Noi crediamo molto poche, del resto basta vedere i commenti su Menabonews, o sulle pagine del PD, sono quasi sempre le stesse firme.
Le scorse settimane i giornali hanno parlato molto della vittoria di Obama negli Stati Uniti, non tutti hanno ricordato che si è trattato di una vittoria dovuta alla massiccia affluenza di giovani, in gran parte convinti dalla presenza del candidato nei siti “sociali”. Già quattro anni fa Dean rincorse la candidatura democratica raccogliendo fondi grazie a internet, e quasi ci riuscì.
Ma Rapallo è lontana dall’America, è lontana dalla tecnologia. Rapallo è povera, di soldi e di idee.
giovedì 4 dicembre 2008
lunedì 1 dicembre 2008
Sidney Lawrence a Rapallo
venerdì 11 luglio 2008
Ora come allora

Leggiamo, nella Voce del Popolo, di San Francisco, del 26 agosto 1890: " (Domenico Ghirardelli) ha visitato Londra, è stato ben cinque volte a Parigi, ma ha dichiarato che in nessun paese del mondo si vive così bene come in Italia, relativamente alla spesa. Nella sua nativa Rapallo il Sig. Ghirardelli ha trovato una brutta piaga che è di impedimento allo sviluppo delle risorse naturali di quel paese. E' il clericalismo dominante".
Ogni volta che torniamo a casa dopo un viaggio, di piacere o di lavoro, constatiamo che Ghirardelli aveva proprio ragione. In tutti i sensi.
(Nella foto, il lungomare di Alghero)
venerdì 22 febbraio 2008
mercoledì 23 gennaio 2008
A Genova, una mattina
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Sono tanti i rapallesi che studiano e lavorano a Genova, e per la nostra città è certamente un arricchimento. Per chi invece Genova è una città lontana, pubblichiamo questa foto, una mattina di gennaio con la luna piena che cala a occidente, il sole che esce da dietro Portofino e illumina i palazzi di vetro di Sampierdarena.
Siamo in corso Saffi, sulla destra, una mattina del 1831 vennero fucilati i primi martiri mazziniani. Una targa li ricorda. Anch'essi sono morti perchè noi un giorno fossimo liberi.
giovedì 13 dicembre 2007
Trenitalia, oh cara!
La mia stazione genovese è Principe, qualche volta però cambio. Come ieri sera, martedì 12 dicembre. Una collega mi offre un passaggio in macchina fino a Brignole e accetto. Collega non più giovane e simpatica, viaggio con qualche coda, alle 17,40 scendo di fronte allo Starhotel, il mio treno è il Regionale delle 17,44 per La Spezia. Non so il binario, mi infilo nel sottopasso, tutti gli indicatori sono coperti causa lavori; torno indietro di corsa a leggere il tabellone nell’atrio, sono indicati tutti i binari meno quello del mio treno. Torno nel sottopasso, per fortuna trovo un quadro con gli orari, è il binario 3. Salgo ma sul marciapiede non c’è nessuna indicazione. Guardo le facce di chi aspetta il treno, ne riconosco qualcuna come di un compagno di viaggio del Levante. Sospiro e capisco che sono arrivato.
Ora, ho faticato io a trovare il mio treno, dopo quarant’anni di pendolare, un viaggiatore occasionale come avrebbe mai fatto?
Ora, ho faticato io a trovare il mio treno, dopo quarant’anni di pendolare, un viaggiatore occasionale come avrebbe mai fatto?
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